vai al contenuto principale

“Sospendete la vostra protesta. Mi assumo personalmente l’impegno a seguire, per quanto nelle mie possibilità, le vostre vicende personali”. Così il ministro della Salute Livia Turco si rivolge dalle pagine del ‘Foglio’ a 28 disabili, da giorni in sciopero della fame “per ottenere quei diritti che dovrebbero essere loro garantiti”. “A tal fine Stefano Inglese, mio consigliere sulle problematiche delle disabilità, è già in contatto tra l’altro con la famiglia Crisafulli e con la Asl di Catania per trovare le soluzioni più adeguate, e far fronte ai bisogni assistenziali”. Il ministro coglie l’occasione anche per ricordare la battaglia contro “quel rovesciamento di senso”, che si traduce “in un’attenzione ancora inadeguata per la qualità della vita in tutte le fasi della malattia”. Il governo, ricorda il ministro, ha fatto tanto in questo senso, con il “rafforzamento dei livelli essenziali di assistenza (Lea)”, e al loro interno “l’individuazione degli standard che devono caratterizzare una buona assistenza domiciliare, e quella assicurata all’interno delle strutture residenziali e semi-residenziali, e dalla rete delle cure palliative”. Quindi il ministro sottolinea anche gli “stanziamenti destinati dal Governo per nuove strutture tipo hospice”, come pure il “rifinanziamento del fondo grazie a cui, entro il 2008 saranno realizzati 80 nuovi hospice, la gran parte dei quali andrà a colmare il divario tra Nord e Sud”. La Turco ricorda inoltre il rafforzamento delle unità di risveglio dal coma, l’istituzione della commissione SLA (sulla sclerosi laterale amiotrofica), e il rinnovo “dei presidi e degli ausili che il SSN garantisce a titolo gratuito. Introducendo anche quei comunicatori vocali grazie ai quali i cittadini nelle condizioni del signor Crisafulli“, tra i cittadini in sciopero, “sono rimessi in condizione di relazionarsi con l’esterno”.
Senza contare che “i cittadini portatori di menomazioni, patologie stabilizzate o destinate ad aggravarsi sono ora esonerati da ogni ulteriore visita medica per la verifica della permanenza del riconoscimento di invalidità”. Provvedimenti che, commenta Turco “sono poco rispetto a ciò che servirebbe, ma quanto siamo riusciti a fare in questi venti mesi”. di vita di chi si misura con problemi così gravi”.

Cerca