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Una norma inserita nella Finanziaria 2008 stabilisce che in nessun caso un medico potrà prescrivere farmaci di cui non è autorizzato il commercio in Italia, senza che ci siano dati favorevoli di sperimentazioni cliniche di fase seconda. Ne parla il Sole 24 Ore.

La norma si riferisce a situazioni simili al cosiddetto «caso di Bella». Ad esempio, secondo quanto racconta il Sole, quanto avviene oggi con i malati affetti da SLA (Sclerosi laterale amiotrofica) ai quali alcuni neurologi prescrivono l’Igf-1: un farmaco che costa 140mila euro all’anno per ogni singola persona e che è commercializzato sono in America per il trattamento della sindrome di Laron, una malattia rara che colpisce i bambini. In diversi casi i giudici hanno stabilito che la somministrazione deve avvenire gratuitamente e che il costo del farmaco deve essere a carico del SSN.

Con l’entrata in vigore di questo provvedimento, non sarà più possibile per i medici prescrivere farmaci per i quali la Commissione tecnico-scientifica dell’Aifa non ne abbia riconosciuto una presumibile efficacia sulla base dei dati disponibili derivati da sperimentazioni cliniche di fase II.

«È una norma a tutela dei cittadini, della salute, dell’evidenza scientifica. In Italia non possono più ripetersi “casi Di Bella”. Un conto è investire nella ricerca, altra cosa è far credere valido un farmaco quando non c’è alcuna validazione clinica e scientifica», spiega il Ministro della Salute Livia Turco.

[Il Sole 24 Ore, pag. 8. 1 ottobre 2007]

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