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ROMA – Sulla base dei risultati degli studi ad oggi disponibili, non è giustificato il trattamento dei pazienti affetti da Sla con i farmaci Igf-1 ed Igf-1/Igf-Bp3. Ad esprimersi così è il Consiglio Superiore di Sanità chiamato a rispondere ad un quesito posto dalla Direzione generale dei farmaci e dispositivi medici, su indicazione del ministro della Salute, in ordine all’impiego dei farmaci Igf-1 e Igf-1/Igf-Bp3 per il trattamento della Sclerosi Laterale Amiotrofica (Sla). Il Consiglio Superiore di Sanità ritiene non giustificato il ricorso a tali farmaci per il trattamento dei pazienti affetti da Sla che non rispondono alla terapia con Riluzolo e sostiene che le risorse attualmente impegnate per trattare pazienti affetti dalla patologia con questi medicinali possano essere più utilmente finalizzate per assicurare ai pazienti stessi interventi la cui efficacia sia comprovata da adeguate evidenze scientifiche. L’organo sanitario si è comunque riservato di riesaminare la problematica alla luce dei risultati definitivi dello studio clinico attualmente in corso negli Stati Uniti.

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